Perché il follicolo pilifero è traumatizzato dai trattamenti oncologici?
Quando iniziando i trattamenti oncologici, si attiva l'intero organismo. Le terapie mirano a colpire le cellule a rapida divisione… ma il follicolo pilifero è una di queste cellule.
Risultato: i capelli smettono di crescere, cadono, e poi si ricostruiranno più avanti.
Questo profondo trauma del follicolo spiega come ricresceranno i capelli: più ricci, più sottili, più secchi, più rudi, a volte diversi per diversi mesi.
Per ricostruire correttamente, è necessario prima capire cosa è stato indebolito.
1. Il follicolo pilifero: uno dei tessuti più attivi del corpo
Il follicolo pilifero non è una semplice “radice”.
È un organo in miniatura, estremamente complesso, composto da cellule che si rinnovano più velocemente di quelle del midollo osseo.
Ogni giorno, produce tra 0,3 e 0,5 mm di fibra capillare grazie a:
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la matrice follicolare (area di divisione cellulare),
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le cellule cheratinociti,
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i melanociti (pigmentazione),
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le guaine e strutture che danno la forma ai capelli.
Si tratta di una macchina biologica estremamente attiva... e quindi estremamente sensibile ai trattamenti.
2. Perché i trattamenti oncologici lo colpiscono direttamente?
Le chemoterapie e alcuni trattamenti mirati attaccano le cellule che si dividono rapidamente. Questo è il loro meccanismo d’azione.
Ora, il follicolo pilifero è uno dei tessuti più proliferativi del corpo umano.
Diventa quindi:
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un obiettivo involontario,
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un tessuto vulnerabile,
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un organo che smette bruscamente di funzionare.
Ciò provoca:
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un effluvio (interruzione della crescita),
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una massiccia caduta in pochi giorni o settimane,
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un ciclo capillare totalmente interrotto.
Non è un problema cosmetico.
È una conseguenza biologica e fisiologica, perfettamente logica.
3. L'infiammazione: una reazione inevitabile
Quando il follicolo subisce questo shock, appare un'infiammazione locale.
Essa può:
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modificare la circolazione sanguigna locale,
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perturbare i segnali necessari alla crescita,
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rendere il cuoio capelluto sensibile o più secco,
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ritardare la ricostruzione del bulbo.
Questa fase infiammatoria è spesso invisibile ma determinante.
È questa il motivo per cui, durante la ripresa:
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la fibra è differente,
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il cuoio capelluto è più fragile,
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le prime settimane sono instabili.
La ricostruzione dei capelli non è immediata:
è una vera convalescenza biologica.
4. Il follicolo deve poi “riprogrammarsi”
Dopo i trattamenti, il follicolo deve ripristinare completamente:
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il suo ciclo: passare dal riposo (telogeno) alla crescita (anagen),
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la sua forma: ridisegnare la curvatura interna che determina se il capello sarà liscio o riccio,
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la sua cheratinizzazione: ricominciare a creare fibra solida e regolare,
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la sua pigmentazione: riavviare il lavoro dei melanociti,
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il suo ambiente: ritrovare un cuoio capelluto stabile, idratato, ossigenato.
La minima variazione in uno di questi parametri è sufficiente a modificare la texture, l'aspetto o la forma del capello.
Il cambiamento non è quindi “estetico”:
è biologico, meccanico e strutturale.
5. Perché a volte la ricrescita è “anarhica”?
Quando i follicoli ripartono, non ripartono tutti allo stesso tempo, né con la stessa intensità.
Alcuni si ricostruiscono velocemente, altri lentamente.
È per questo che i primi centimetri di ricrescita possono essere:
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ricci alla radice,
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irregolari,
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più spessi o più sottili,
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di colore diverso.
Non è un'anomalia.
È la firma di un follicolo che rinasce.
Col tempo, i cicli si riarmonizzano.
6. Come supportare questa ricostruzione del follicolo?
Questa è precisamente la missione del Laboratoire RENASCOR:
ricostruire un follicolo indebolito per stabilizzare la ricrescita.
Il protocollo di cura agisce su:
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la riattivazione del ciclo anagen,
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la riduzione dell'infiammazione follicolare,
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la normalizzazione della cheratinizzazione,
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la vascolarizzazione locale,
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l'equilibrio del cuoio capelluto.
La ricostruzione del follicolo non è “spontanea”.
Deve essere sostenuta, calmata, guidata.
Conclusione: un organo che si ricostruisce, come un tessuto vivo
Il follicolo pilifero è uno degli organi più sensibili ai trattamenti oncologici.
Attraversa un trauma, quindi una fase di riparazione profonda che spiega ogni cambiamento di texture, forma o comportamento dei capelli.
Comprendere ciò consente di vivere la ricrescita diversamente:
come un processo biologico logico, progressivo e pieno di speranza.